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Come vedere Jason Bourne (2016) Film ITA Streaming
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Come vedere Jason Bourne (2016) Film ITA Streaming

by Fasa8 agosto 2016

Come scaricare e vedere Jason Bourne (2016) Film ITA in Streaming

Jason Bourne è un film del 2016 di Paul Greengrass, con protagonista Matt Damon, nei panni di Jason Bourne. È il quinto film della serie di Bourne e sequel di The Bourne Ultimatum – Il ritorno dello sciacallo del 2007. Wikipedia

Trama Jason Bourne (2016)

Jason Bourne, il più letale ex agente della Cia, è costretto a uscire fuori dall’ombra. Dopo aver fatto chiarezza sulle sue origini e sulla sua identità, Bourne ha vissuto una parvenza di pace facendo perdere le sue tracce ma l’attivazione di un nuovo programma di manipolazione da parte di una rete internazionale più potente di ogni singolo governo lo spinge a ritornare in azione.

Recensione Jason Bourne (2016)

Collocato in quella che a Locarno è la sede naturale delle produzioni più costose e popolari, “Jason Bourne” nuovo capitolo dedicato alle avventure dell’omonimo personaggio rischia di restare un eccezione non solo nell’ambito dell’intera rassegna ma anche all’interno del concorso della Piazza Grande che, considerati i titoli di quest’anno  si propone alla pari delle altre sezioni con una selezione tutta da scoprire. Ad eccezione appunto del film di Paul Greengrass su cui prima della proiezione erano riposte le aspettative di quella parte di pubblico festivaliero che seppur sposato alla causa del cinema impegnato ogni tanto ha bisogno di riprendere fiato rilassandosi con visioni più scanzonate e meno militanti. A costoro, lo diciamo subito le due ore di azione serrata e ipercinetica offerta da “Jason Bourne” non può fare che bene perché pur non ambendo a scalare le classifiche di preferenza dello spettatore cinefilo il film di Greengrass, tornato a dirigere la serie dopo la parentesi di “Bourne Legacy”, (capitolo che per gli amanti della saga rischia di diventare in termini apocrifi il corrispettivo dello 007 interpretato da George Lazeby (“Agente 007 -Al servizio segreto di sua maestà”) aveva in cartellone una serie di nomi non del tutto estranei al cosiddetto cinema d’essai; a cominciare per l’appunto dallo stesso regista, consacrato dalla critica con un film di denuncia come “Bloody Sunday”, e proseguendo con quello di Tommy Lee Jones prestato al ruolo di Robert Dowey, il capo della CIA impegnato a ostacolare il ritorno a casa di Jason Bourne e anche lui non certo estraneo alle platee festivaliere, per non dire dell’altra new entry, la sempre più lanciata Alicia Wikander fresca di Oscar grazie a un film – “The Danish Girl” – promosso da un festival – quello di Venezia- che fa dell’arte cinematografica il suo vessillo distintivo. Insomma questo per dire che seppur con le stimmati del prodotto commerciale “Jason Bourne” offriva degli spunti per stimolare una curiosità a largo raggio di età e di gusti.
Alla prova dei fatti, e quindi al termine di una visione a cui è consigliabile assistere avendo indossato le cinture di sicurezza tanto alto è il numero dei frame che compongono le numerose scene di inseguimento – a piedi e su due ruote – di questo nuovo capitolo, il lungometraggio di Greengrass non rinnega nulla della propria natura che anzi ricerca, restaurando vecchi equilibri (in primis quello tra spettacolarità e istanze narrative che in qualche modo era stato frustrato dallo strapotere del primo dei due fattori) e antiche ossessioni, come quella che spinge il protagonista a interrompere la propria latitanza nel tentativo di scoprire la verità sull’uccisione dell’amato padre, agente della CIA assassinato davanti agli occhi del figlio. Il tutto condito da un’attenzione agli avvenimenti della contemporaneità e all’importanza strategica dell’area balcanica (dov’è ambientato l’incipit) che, è giusto dirlo, non diventa mai motivo di riflessione, ma che è solamente uno dei modi del film di suscitare l’empatia del pubblico. A beneficiare di questi assestamenti è la struttura generale del racconto che, oscillando alternativamente tra due poli definiti in maniera speculare dal contrasto tra la natura raminga di Bourne, e quindi dalla sua tendenza a vivere in perenne movimento (a inseguire e a essere inseguito) e la staticità dei suoi avversari, partecipi degli avvenimenti attraverso i monitor della sala operativa, trae non poco giovamento dalla restaurazione di cui abbiamo detto. Un recupero, quello delle cose migliori del recente passato che coinvolge anche Greengrass,  di cui parla a sufficienza la lunga scena iniziale (un piano sequenza depalmiano se non fosse per gli stacchi dei punti di vista connaturati allo sguardo del regista) girata ad Atene, dove i disordini causati dalla crisi economica trasformano l’incontro con la collega Nicky Parsons (la rediviva Julia stile) in una gimcana di detour, esplosioni e salvataggi da ultimo minuto che ricordano quelli ben più politici di “Bloody Sunday”. La credibilità di Matt Damon come corpo del cinema d’azione fa il resto, consentendo alla saga di rilanciare il brand in vista di nuove avventure.

Fonte: www.filmtv.it/film/83405/jason-bourne/recensioni/867403/#rfr:film-83405

Jason Bourne, il ritorno senza esclusione di colpi

L’ex agente della CIA alla ricerca della propria identità è ormai tenuto in piedi solo dalla vendetta. E combatte a mani nude. Sempre più à la Rambo e immerso nel nostro tempo. Per questo il botteghino lo ama più che mai

Jason Bourne (presentato in anteprima al Festival di Locarno e nelle sale dal 1° settembre) è vivo e vegeto e ha ancora le sembianze di Matt Damon. Dopo la parentesi del 2012 con Jeremy Renner, l’ex agente della CIA alla ricerca della propria identità ritorna in azione con il corpo, il volto e le movenze del “genio ribelle” di Hollywood. Insieme a lui non poteva mancarePaul Greengrass, il regista di due capitoli della fortunata saga (Bourne Ultimatum e Bourne Supremacy). Era la clausola di Damon per mettersi di nuovo a correre con le gambe di Bourne/David Webb.

Che fine ha fatto a distanza di oltre dieci anni l’ex agente segreto ? Lo ritroviamo con un fisico scultoreo al confine tra la Grecia e la Macedonia a lottare a mani nude.
Sembra una specie di Rambo senza meta, senza identità, perso tra i ricordi di una memoria in frantumi. In questo quinto capitolo qualcuno lo vuole eliminare definitivamente, qualcun altro lo vorrebbe reintegrare nel programma della CIA.

Il nuovo episodio si piega al mondo in cui viviamo: la crisi Greca fa da sfondo a rincorse adrenaliniche tra manifestanti, la minaccia del terrorismo è dietro l’angolo, il digitale è sempre più parte delle nostre vite e una CIA corrotta studia il modo per entrare in contatto con le nostre coscienze.

Bourne scompare, appare, si cela, si palesa, si muove non solo tra le vie di città sparse in giro per il mondo (Atene, Berlino, Londra, ecc.) m anche tra i cunicoli di un universo digitale sempre più orwelliano e invadente.

In un contesto impalpabile, costruito su pile di file e database criptati, Greengrass non si smentisce: sforna un action movie carnale e sanguigno. Damon e Vincent Cassel (il braccio glaciale del cattivo della CIA interpretato da Tommy Lee Jones) quando se le danno di santa ragione sembrano affondare i colpi in corpi scolpiti e segnati da un passato torbido. Anche durante gli inseguimenti in auto, motociclette o a piedi il regista di United 93 ci fa sentire il respiro dei protagonisti addosso e l’odore della benzina in sala.

Gli ingredienti della saga nata nel 2002 ci sono tutti, anche se in questo quinto film Jason è guidato dallo spirito di vendetta.
La sua diventa una lotta ancora più personale. Chi ha ucciso il padre e perché? Da inseguito si trasforma in cacciatore, da ex agente invincibile a uomo permeabile. E a salvarlo, diversamente dal solito, non è l’istinto, il sesto senso, l’abilità indiscussa o la fortuna, ma un agente esterno, imprevisto, che ha un nome di donna.

Jason Bourne visto a Locarno. Note sparse. Solo gli elementi strutturali. La recensione quando il film uscirà da noi.  Jason Bourne è di un vecchio modernissimo. Alla quinta puntata (quarta con Damon ritornato) Bourne è sempre alla macchia nel mondo a spiare la Cia per capire come l’ha reso una macchina di morte, spiato dalla Cia indecisa se ripigliarlo o eliminarlo. Come Edipo cerca se stesso e la causa della morte del suo papà. Greengrass ha preso le superdoti di Bourne e le ha messe in un videogame iperframmentato ad altissima velocità di montaggio che rende tutto iperfrenetico. Mentre l’eroe si sposta in continuazione per il mondo. A una prima visione la frenesia mozza il fiato.  A una seconda visione ci accorgiamo che Bourne è il meglio sul mercato quanto a lotta, tiro e conoscenze tecno, ma non usa più l’ironia della prima puntata, e non prende le più elementari precauzioni: analizzare, a casa di un hacker, una chiavetta criptata su un computer collegato alla rete è un buon espediente di sceneggiatura per trovare Bourne in rete, ma un hacker vero non lo farebbe mai. Idem per chi lo insegue: gente capace di trovare aghi nei pagliai a colpo d’occhio semina cadaveri inutili e riesce a correre in auto durante manifestazioni di piazza o usa un furgone blindato per far saltare come bocce le auto nel traffico? Ottimo per le scene d’azione, ma se si chiamano servizi segreti di solito c’è un motivo: restano segreti. La morale è allineata ai nuovi trend: i nemici di Bourne sono senza scrupoli e cattivi, gli amici anche, i social network (indoriamo la pillola dell’attualità) dicono di no ma ti spiano e il loro futuro è entrare nei servizi segreti. I servizi segreti ti spiano usando i social network. Così non si può dire che il film non sia politico. Il messaggio politico? Viviamo in una democrazia apparente dove i manovali (gli agenti segreti) si scannano, gli ignoranti (i poliziotti e gli elettori) credono di gestire il caos,  i dirigenti sono oligarchi che ci considerano formiche e i social network, invitandoci a fare amicizia, ci spiano, ci usano e ci svendono. Jason Bourne è di un modernissimo vecchio. Ma andrà abbastanza bene perché è così frenetico che non ci fai caso.

Fonte: Google

Jason Bourne (2016)

AZIONE – DURATA 123′ – USA

Jason Bourne, il più letale ex agente della Cia, è costretto a uscire fuori dall’ombra. Dopo aver fatto chiarezza sulle sue origini e sulla sua identità, Bourne ha vissuto una parvenza di pace facendo perdere le sue tracce ma l’attivazione di un nuovo programma di manipolazione da parte di una…
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Fasa
Sono Marco Fasanella la gente ama chiamarmi 'Fasa'! Sono il creatore di questo piccolo Blog. Se vuoi dai un'occhiata, spero non rimarrai deluso ;)