Come vedere Arcade Fire: The Reflektor Tapes (2015) Streaming

Come vedere Arcade Fire: The Reflektor Tapes (2015) Streaming
Locandina Arcade Fire: The Reflektor Tapes

Il tour di “Reflektor”, album del 2013 degli Arcade Fire che ha rappresentato una svolta radicale nel sound del gruppo, raccontato in un’alternanza di pubblico e privato, tra concerti e momenti in cui i fondatori della band, Will Butler e Régine Chassagne, si lasciano andare a riflessioni e rivelazioni sulla propria arte e sul suo significato.
Attendersi dagli Arcade Fire il più classico dei documentari rock sarebbe stato ingenuo oltre che fuori luogo. Rimanendo fedeli a un’estetica, a un atteggiamento e soprattutto a un’evoluzione stilistica e concettuale, Will Butler e soci si affidano perThe Reflektor Tapes a un regista di videoclip hip hop con chiare velleità da avanguardista. Per Khalil Joseph l’immagine diventa così una tela su cui gettare schizzi di colore e impressioni senza mai soffermarsi su un particolare, giocando con la tecnica, tra split screen e cambi di formato o bianco e nero e colore. Anche il lavoro sul suono contribuisce all’effetto straniante, con sbalzi improvvisi di volume e brusche interruzioni dei brani. L’effetto complessivo e fortemente voluto di spiazzamento artsy non appagante è raggiunto, incrementando la fastidiosa sensazione che l’assunzione di un atteggiamento, per gli Arcade Fire ritratti da Joseph, prevalga sempre sull’esperienza effettivamente vissuta. Spiegazioni sulle scelte alla base di “Reflektor” – i volti di cartapesta, gli specchi, le percussioni – che si limitano all’ovvio ma prendendosi molto sul serio. All’esatto opposto di quanto la spontaneità delle jam session pseudo-improvvisate o il ritorno alle radici haitiane di Régine vogliano far credere. La sensazione di un gigantesco selfie dalla patina “sperimentale” è difficile da scacciare di fronte ai pretenziosi monologhi di Butler o alle citazioni di Kierkegaard, e i musicisti sembrano sempre più strappati dal loro unico habitat naturale, la dimensione della performance. In questo senso The Reflektor Tapes (si) concede solo alla fine, con l’esecuzione integrale di “Normal Person”, dopo aver smembrato consapevolmente in frammenti quasi irriconoscibili le hit del gruppo.
Ma non è la prevedibile operazione di ricercata e voluta non godibilità a essere sbagliata in sé, semmai lo è l’assenza di un’alternativa credibile che allontani l’impressione di un progetto studiatissimo ma rimasto sulla carta. Che ripropone, magnificandoli attraverso la lente del cinema, i dubbi da gigantismo concettuale che minavano alla base lo stesso “Reflektor”

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C’è una voce fuori campo, all’inizio di “The reflektor tapes”, il film degli Arcade Fire che arriva nei cinema il 14 e 15 ottobre prossimo (nelle sale del circuito Nexo, qui l’elenco). La voce di uno dei membri della band canadese racconta di Elvis, di come una volta si rivolse preoccupato al suo manager, raccontando “Ero sul palco, ho dato tutto quello che avevo al mio pubblico, ma vogliono ancora di più. Non è abbastanza”. “Ere solo un sogno, Elvis”, gli rispose il “Colonnello” Tom Parker.

Quando ci sono di mezzo gli Arcade Fire, i confini tra realtà e sogno si confondono, e così è anche in questo film, diretto Kahlil Joseph. “The reflektor tapes” è un racconto a metà tra il documentario e l’onirico. Narra del periodo tra il 2012 e il 2014, ovvero dalla fine di “The suburbs”, ai viaggi nei Caraibi da cui è nata l’ispirazione per “Reflektor”, alla realizzazione del disco, al successivo  trionfale tour: “Siamo diventati una band migliore tra ‘The suburbs’ e ‘Reflektor’”, dicono gli Arcade Fire. Il film documenta esattamente questa evoluzione, seguendo la band in Giamaica, a Montreal, durante un concerto improvvisato ad Haiti nel bel mezzo di un carnevale, fino ovviamente ai concerti “normali”, a Los Angeles e Londra.

Testi delle canzoni di:

Arcade Fire

  • · The Suburbs
  • · Wake Up
  • · Reflektor
  • · Afterlife
  • · Ready to Start

TUTTI I TESTI

“Una delle chiavi dell’estetica degli Arcade Fire è quella di ignorare il mondo, e creare qualcosa dagli oggetti che ti circondano”, dice Win Butler ad un certo punto. “The reflektor tapes” segue esattamente questa di arte, musica e cinema. Billboard, dopo la visione dell’anteprima al Toronto Film Festival, l’ha definito “un assalto sonoro e visivo”: il film non segue una logica narrativa stretta e tradizionale, non è un documentario con le “talking heads”, con gli artisti seduti che parlano. E’ piuttosto un racconto suggestivo, fatto di accumulo di immagini, suoni, sensazioni. Una narrazione tradizionale avrebbe tradito lo spirito artistico della band, e questa scelta invece lo rappresenta decisamente meglio. E’ un film “remix”, come quando si fa una nuova versione di una canzone: qua è remixata l’immagine della band.

Arcade Fire - The Reflector Tapes (nei cinema il 14 e 15 ottobre)
Arcade Fire – The Reflector Tapes (nei cinema il 14 e 15 ottobre)

Numerose le canzoni, ovviamente, tra cui una spettacolare “Here come the nightime” con la band che festeggia tra i coriandoli sul palco. E belle anche le immagini del pre-concerto, quando gli Arcade Fire avevano l’abitudine di presentarsi tra il pubblico in attesa con enormi teste di cartapesta, come giganteschi “bobblehead”, ovvero quei pupazzetti dalla testa ciondolante che vengono distribuiti agli eventi sportivi d’oltreoceano: “Volevamo invertire il rapporto con il pubblico, renderci caricature”, dicono. Anche il film, senza rendere una caricatura la band, cerca un rapporto diverso con il pubblico, e ci riesce alla perfezione. Un film da vedere, che sfida le logiche del cinema musicale tradizionale.

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