Come vedere tutte le puntate della Stagione 27 de I Simpson in Streaming

Come vedere tutte le puntate della ventisettesima Stagione de I Simpson 27 in Streaming

Ecco Tutti gli Episodi della serie animata I Simpson 27 in Streaming [tabs]
[tab title=”Descrizione”]I Simpson (The Simpsons) è una sitcom animata creata dal fumettista statunitense Matt Groening alla fine degli anni ottanta per la Fox Broadcasting Company. È una parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, composta da Homer, Marge e i loro tre figli Bart, Lisa e Maggie. Ambientato in una cittadina statunitense chiamata Springfield, la serie tratta in chiave umoristica molti aspetti della condizione umana, così come la cultura, la società in generale e la stessa televisione. La famiglia fu ideata da Matt Groening e James L. Brooks in una serie di corti animati di un minuto, da mandare in onda durante il Tracey Ullman Show. La loro prima apparizione nel talk show si ebbe il 19 aprile 1987 in un corto intitolato Good Night. Da quel momento, per due anni, I Simpson andarono in onda durante gli intermezzi pubblicitari dello show ottenendo un buon successo. Lo show debuttò sotto forma di episodi di mezz’ora in prima serata il 17 dicembre 1989. I Simpson è subito diventato uno show di punta della Twentieth Century Fox, grande casa produttrice di film; nel corso degli anni ha vinto numerosi e importanti premi televisivi.[1] Il numero del magazine TIME del 31 dicembre 1999 lo ha acclamato come “miglior serie televisiva del secolo”.[2] Il 14 gennaio 2000 lo show ha ottenuto una stella nella Hollywood Walk of Fame. È, a tutt’oggi, la più lunga sitcom[3] e serie animata[4] statunitense mai trasmessa. Come prova dell’influenza che lo show ha avuto nella cultura popolare, l’esclamazione contrariata di Homer Simpson, “D’oh!”, è stata introdotta nell’Oxford English Dictionary. I Simpson hanno inoltre influenzato diverse altre serie animate per adulti prodotte da metà anni novanta in poi[5]. Nel 2002, la rivista TV Guide ha classificato I Simpson all’8º posto tra I migliori 50 spettacoli televisivi di tutti i tempi[6], miglior posizione tra le serie animate. In Italia, lo show è trasmesso dalle emittenti del gruppo Mediaset, la quale detiene i diritti e ne doppia gli episodi, e dalla piattaforma satellitare Sky. Il primo episodio è andato in onda il 1º ottobre 1991 su Canale 5 in seconda serata, mentre i successivi sono stati trasmessi in fascia pomeridiana, prima di Bim bum bam. Nell’ottobre 1997, la programmazione si è spostata sull’emittente Italia 1. Dal suo debutto, sono stati finora mandati in onda 574 episodi per 26 stagioni. Nel 2007 è stato tratto un lungometraggio dalla serie, intitolato I Simpson – Il film (titolo originale The Simpsons Movie), uscito in quasi tutto il mondo il 27 luglio 2007, mentre in Italia il 14 settembre. L’8 ottobre 2011, dopo aver affrontato alcuni problemi finanziari con i doppiatori della sit-com animata, la Fox rinnova I Simpson per altre due stagioni, permettendo alla serie tv di raggiungere la venticinquesima stagione. Il 7 ottobre 2013, la Fox annuncia il rinnovo della serie per la ventiseiesima stagione.[7] Il 4 maggio 2015 la Fox annuncia il rinnovo della serie per altre due stagioni, giungendo così alla 28ª[8]: di queste la ventisettesima conterà 22 episodi[9].[/tab]
[tab title=”Storia”]Groening concepì la famiglia Simpson con l’aiuto di Brooks. All’inizio Groening pensò ad un adattamento televisivo della sua striscia a fumetti Life in Hell, ma quando si rese conto che ciò avrebbe comportato la rescissione dei diritti di pubblicazione per quest’ultima opera decise di prendere un’altra strada. Ebbe l’idea di delineare come protagonista dei corti la sua versione di una famiglia disfunzionale,[10] e diede ai personaggi lo stesso nome di quello dei suoi familiari, tranne Bart.[11] Nelle intenzioni di Groening, lo show avrebbe dovuto rappresentare una novità fin dalla prima apparizione. La scelta del colore giallo come colore della pelle dei personaggi animati ne è un esempio. Matt Selman, sceneggiatore della serie fin dai primi anni, ha affermato in un’intervista che «l’idea è stata di Matt Groening. Voleva che una volta accesi i televisori, il pubblico pensasse che il colore giallo fosse legato ad un problema tecnico. Si sarebbe domandato “Oh, perché sono gialli?” ed avrebbe provato a sintonizzare il canale senza peraltro riuscirci, perché il giallo era reale. Era un tentativo innovativo per far cadere in inganno i telespettatori; è una cosa che facciamo spesso nel mondo dello spettacolo».[12] La famiglia Simpson fece il suo debutto nel Tracey Ullman Show, come protagonista di cortometraggi animati, con “Good Night”, che andò in onda il 19 aprile 1987. La famiglia era rozzamente disegnata, poiché Groening aveva sottoposto schizzi di base agli animatori, supponendo che li avrebbero “puliti”; invece semplicemente ricalcarono i suoi disegni.[11] Nel 1989, I Simpson furono adattati in una serie di mezz’ora per la Fox Network da una squadra di compagnie produttrici, inclusa l’attuale Klasky Csupo. Siccome la Fox era da poco nata e quindi alle prime armi, Jim Brooks ottenne un’inusuale clausola contrattuale dall’emittente, la quale assicurava che non avrebbe interferito col processo creativo dello show.[13] Groening ha affermato che l’obiettivo chiave dello show era «offrire un’alternativa al pubblico, e mostrare a loro che c’è qualcos’altro oltre alla spazzatura mainstream che gli viene presentato come l’unica scelta».[14] James L. Brooks, produttore esecutivo della serie La Fox era riluttante a trasmettere la serie, in quanto non credeva potesse reggere la durata di un normale episodio di venti minuti-mezz’ora.[15] Proposero agli autori di produrre tre corti da sette minuti ciascuno e quattro speciali, per vedere le reazioni del pubblico e farli abituare alla lunghezza dello show (anche se il vero problema, secondo gli ideatori, era quello di rendere plausibili e ben voluti dei personaggi così grotteschi).[15] Alla fine, però, vista l’insistenza degli ideatori, la Fox chiese tredici episodi dalla durata di trenta minuti[15]. Il primo episodio della serie vera e propria fu Un Natale da cani (in originale Simpsons Roasting on an Open Fire) scelto in un confronto con quello che alla fine fu l’ultimo episodio della prima stagione, Sola, senza amore (Some Enchanted Evening). Quest’ultimo episodio fu il finale di stagione poiché gli animatori lo dovettero ridisegnare, avendo visto la stessa povera qualità del disegno con cui Groening aveva realizzato i corti.[16] I Simpson furono la prima serie televisiva della Fox Network ad apparire nella top 30 degli show più visti, nella stagione 1989-90.[17] Il successo dello show convinse la Fox che si poteva cambiare l’orario di messa in onda dello show, in modo da competere in audience con il The Cosby Show (noto in Italia come I Robinson), una mossa che abbassò gli ascolti de I Simpson.[18] Tracey Ullman, intanto, aveva intentato una causa legale, affermando che il suo show era la fonte del successo de I Simpson e richiedendo perciò una parte dei guadagni provenienti dai corti. Alla fine, fu la Fox Network a vincere la causa.[19] Lo show fu anche coinvolto in più polemiche a causa della personalità di Homer Simpson – un marito alcolizzato, irresponsabile e pigro che scatenò la “Sindrome di Homer Simpson” che influenzò molti giovani che portarono molti psicologi e dottori a sostenere che Homer era un cattivo esempio per i giovani, e Bart Simpson – un ribelle ai dettami familiari da cui frequentemente scappava senza alcuna punizione – che spinse alcune associazioni di genitori e portavoce “conservatrici” a sostenere che Bart fosse un pessimo modello per i bambini.[20][21] George Bush senior, all’epoca presidente degli Stati Uniti, accusò: «stiamo provando a rafforzare la famiglia americana, in modo da farla assomigliare di più ai Waltons e di meno ai Simpsons».[22] Le t-shirt dei Simpson, così come altro merchandise, furono bandite da diverse scuole pubbliche in diverse zone degli Stati Uniti.[22] Ciò nonostante, le vendite mondiali arrivarono, in solo 14 mesi, a 2 miliardi di dollari di ricavo.[22][/tab]
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