Ren Zhengfei, il presidente Huawei rompe il silenzio

Ren Zhengfei è il presidente di Huawei, classe 1944 di Guizhou nella provincia sud occidentale della Repubblica popolare Cinese. Sua figlia, Meng Wanzhou, direttrice finanziaria soprannominata la “principessa Huawei“, è stata arrestata in Canada con l’accusa da parte degli Stati Uniti di presunta violazione delle sanzioni contro l’Iran: Huawei, proclama la sentenza, avrebbe promosso la commercializzazione di brevetti verso l’Iran. Tale accusa era stata usata contro il secondo colosso cinese più famoso ZTE che dal 2015 cresce sviluppando una rete commerciale di prodotti tra Europa ed Asia.

Ren Zhengfei, il rilascio di Meng Wanzhou

Meng Wanzhou è stata rilasciata con una cauzione di 6,5 milioni di euro e uno scontro diplomatico con Pechino che ha accusato gli Usa di violazione dei diritti umani. All’arresto, in questi giorni, sono seguite le accuse di spionaggio e imperialismo economico subito dopo l’arresto di dipendenti del colosso per spionaggio.
L’ultimo dei fatti più gravi è stato l’arresto di due uomini un cittadino cinese dipendente del colosso aziendale insieme ad un polacco. Entrambi sono accusati di aver passato informazioni all’intelligence di Pechino, il cittadino cinese è un uomo di affari mentre il polacco lavora nell’ambito del business cibernetico.

Ren Zhengfei, la rottura del silenzio

Dopo le affermazioni del console cinese contro gli USA, Ren Zhengfei ha chiarito la sua posizione rompendo il silenzio di questi mesi. “Amo il mio Paese, la Cina, sostengo il partito comunista ma non ho mai ricevuto alcuna richiesta da alcun governo di fornire informazioni inappropriate”.

Si è riferito a Donald Trump commentando i tagli fiscali e ha sottolineato che lo sviluppo di Huawei è frutto di successo commerciale dove non si cerca di danneggiare ora come in passato altri paesi nel mondo, con questo ha ribadito che da parte di Huawei non c’è stato nessun atto di spionaggio e che nelle forniture tecnologiche non ci sono backdoor, ovvero porte di accesso segrete.

Huawei scende in Borsa, Ren però è positivo

L’ipotesi di molti critici è quella di una posizione degli Stati Uniti contro l’ascesa tecnologica di Huawei con dispositivi potenti con connettività 5G. Ren però ha ribadito: “nel mondo globalizzato e tecnologico c’è spazio per tutti; ci concentreremo meglio sui Paesi che vogliono la nostra tecnologia 5G e nel 2019 porteremo il fatturato globale da 100 a 125 miliardi di dollari”. Per saperne di più sul presidente di huawei, leggi il suo profilo.

 

 

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