Come vedere Il piccolo principe (2015) in Streaming

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Locandina Il piccolo principeUna bambina si traferisce con la madre in un nuovo quartiere. Qui dovrà impegnarsi nello studio secondo un planning estremamente articolato elaborato dalla madre la quale, donna in carriera, vuole assolutamente che la figlia si inserisca nei corsi della prestigiosa Accademia Werth finalizzata a formare i manager del futuro. Il nuovo vicino di casa è un anziano aviatore che prende a raccontare alla bambina del suo incontro, avvenuto tanti anni prima nel deserto africano, con un Piccolo Principe giunto sulla Terra dopo un lungo viaggio tra gli asteroidi. La bambina inizialmente sembra voler resistere alla narrazione ma progressivamente se ne fa catturare.

 

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Mark Osborne (già regista di Kung Fu Panda) poteva essere la persona giusta per trasferire sul grande schermo il piccolo/grande libro di Antoine de Saint Exupéry e infatti lo è. In materia erano già stati fatti tentativi per tradurre le vicende del Piccolo Principe in immagini ma sempre con risultati non all’altezza. Perché il problema era rivolgersi a due target molto diversi, visto che l’autore dedicava la sua opera a un amico “quando era un bambino” (quindi a un adulto) e il testo è leggibile anche da bambini. Osborne e i suoi sceneggiatori Irena Brignull e Bob Persichetti hanno racchiuso le vicende del biondo principe e dell’aviatore all’interno di una storia che vede la piccola protagonista destinata ad un precoce adultismo. La bambina progressivamente si ribellerà a quello che sembra essere il suo percorso ormai segnato non in nome del “non crescere mai” alla maniera del Peter Pan di Barrie quanto piuttosto del conservare senza alcun timore il proprio bambino interiore. 
Anche sul piano stilistico la partita è adeguatamente vinta perché mentre le vicende di bimba, madre e vicino di casa sono realizzate con un’animazione tridimensionale ormai canonica, l’incontro tra l’aviatore e il Piccolo Principe e tutto quanto si riferisce al libro di Saint Exupéry vengono affidati a una stop motion molto raffinata ed evocativa di un cinema d’altri tempi. Se l'”essenziale è invisibile agli occhi”, all’organo della vista viene offerta quindi una doppia estetica della visione conservando intatta la poeticità e la profondità di sguardo dello scrittore e trasferendo progressivamente la dinamica aviatore/principe in quella bambina/aviatore. Peccato veniale (e quindi subito perdonabile) quello di non aver riproposto nel rapporto con la Volpe il parallelo che questa fa tra il colore del grano e quello dei capelli del Piccolo Principe. Chi conosce e ama il libro sa a cosa ci si riferisce.

Il Piccolo Principe Recensione

Il Piccolo Principe: la recensione del film d’animazione ispirato al racconto di Saint-Exupéry

Il Piccolo Principe: la recensione del film d'animazione ispirato al racconto di Saint-Exupéry

Pochi libri per ragazzi contengono la magia de “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry. Lettura obbligata per chi inizia a cavarsela nella lettura, come pochi altri classici accompagna da generazioni la crescita di tanti bambini. Bisogna dire subito che in questo primo adattamento in animazione di Mark Osborne, gia regista di Kung Fu Panda, protagonista non è il personaggio del titolo.

Infatti il cuore della vicenda è legata a una ragazzina che viene istradata dalla madre verso un percorso di studio rigorosissimo fin da piccola. I suoi ritmi di studio frenetici vengono però rallentati dal rapporto sempre più stretto che la lega a un vicino eccentrico, un vecchiarello che era aviatore. Il suo ruolo sarà quello di introdurla al mondo affascinante a cui da lui scoperto molti anni prima grazie all’incontro con il Piccolo Principe. Fino a qui il film utilizza uno stile vicino a quello dei migliori prodotti di animazione CGI degli ultimi anni, con una dominanza cromatica grigia, come il mondo in cui la protagonista viene rinchiusa dalla madre.

Molto diverso, sfavillante e animato in stop motion, è il fanciullesco stile visivo delle vicende raccontate dal Piccolo Principe, lungo i territori che chi ama e conosce il libro troverà familiari. Una scelta intelligente di questo kolossal dell’animazione europea – per l’esattezza francese – è stata proprio quella di evitare un adattamento pedissequo del libro, ma di realizzare un’opera sulla trasmissione della memoria di quel “vangelo” per ragazzi. Cercando di attualizzare il messaggio ha inserito un campanello d’allarme sul rischio dell’omologazione, di una crescita lungo binari preconfezionati soffocando la propria personalità, la creatività.

Addirittura è un inspospettabile che dimentica la lezione dei racconti del ragazzo proveniente da un altro pianeta, in un viaggio che ad un certo punto diventa incubo, quando la ragazzina arriva in un mondo senza stelle, né racconti, grigia catena di montaggio di volti lunghi e incupiti da un fordismo esistenziale senza speranza. Qualche volo riuscito, alcune cadute o rallentamenti, Il Piccolo Principe non è certo magico come il materiale di partenza, ma del resto come potrebbe? Rimane un tentativo lodevole e con alcuni spunti interessanti che potrà svolgere una funzione di stimolo per adulti e ragazzi, lasciandoli con la voglia di leggere il libro, di imparare a sognare un proprio mondo, a disegnare un pianeta lontano, crescendo con la voglia di renderlo simile a quello in cui vivono loro, i loro amici, i loro cari


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