Come vedere Città di Carta (2015) Streaming

Indeciso tra bildungsroman e road movie picaresco, l’adattamento del romanzo di Green non trova mai una identità precisa
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Locandina Città di carta

Quentin è amico sin dall’infanzia di Margo, dirimpettaia avventurosa e imprevedibile dove lui è timido ed eccessivamente cauto nelle sue scelte. Negli ultimi anni però i due si sono allontanati: la ragazza è diventata una delle più cool del liceo, lui uno dei più nerd; almeno fino alla notte in cui Margo ha bisogno del suo aiuto per vendicarsi di alcuni nemici comuni del liceo. Quentin scopre di amare follemente Margo, che il giorno successivo scompare senza lasciare traccia. Eccetto che per Quentin, che comincia a trovare indizi che secondo lui condurranno inequivocabilmente alla ragazza.
Tratto da un romanzo di John Green, concepito tra le altre cose per annientare lo stereotipo della cosiddetta manic pixie dream girl, Città di carta è vittima di un equivoco: quello di assomigliare troppo al suo protagonista nell’incapacità di maturare e di scegliere il proprio ruolo. Forse angosciato dall’idea di dover ripetere il successo clamoroso di Colpa delle stelle – tratto anch’esso da un romanzo di Green e interpretato dal medesimo attore, Nat Wolff – Jake Schreier (Robot & Frank) dimostra ben presto di non avere il controllo della materia né di sapere dove meglio indirizzarla. La sottotrama principale, ossia il mistero legato al personaggio di Margo e allo sviluppo della relazione tra lei e Quentin, non riesce ad amalgamarsi con l’altro film annidato nel segmento centrale di Città di carta, differente per tenore, scrittura e caratterizzazioni: il teen road movie sugli amici alla ricerca di Margo. Come se un film medio da Sundance su un tormentato bildungsroman cercasse di convivere, senza successo, con Tre menti sopra il pelo o un American Pie dal QI lievemente innalzato (e con qualche scurrilità in meno) e con ascendenti di decenni orsono, come Stand by Me o Quell’estate del ’42. Città di carta cerca di essere troppi modelli senza mai convincere, né essere convinto, di poterne incarnare almeno uno, senza essere supportato da una regia di personalità (Schreier si arrende al contenuto e si limita a lasciare che la trama segua il suo corso). Gli specchietti per le allodole indie non mancano – Walt Whitman, Woody Guthrie, i Wilco, la colonna sonora impeccabile con Bon Iver, Vampire Weekend e War On Drugs – e sono disseminati lungo il film al pari degli indizi lasciati da Margo, finendo per risultare bluff vuoti, o “di carta”, per riprendere la metafora con cui Margo spiega a Quentin l’ipocrisia del mondo circostante (lei compresa).
Funziona paradossalmente meglio il filone secondario, benché scrittura e personaggi manchino dello spessore necessario per resistere all’incedere del tempo, anche per la scelta quasi deliberata di annientare il potenziale di quello primario. Affidare Margo a Cara Delevingne calamita tutte le attenzioni sulla modella e convince in fatto di coolness: ma la recitazione da principiante improvvisata e la scarsa chimica con il protagonista l’allontanano sempre più dal ruolo iconico che dovrebbe sostenere e in buona sostanza dal film stesso. Tanto da non suscitare nell’epilogo alcun desiderio, protagonista a parte, di rivedere e riascoltare il personaggio Margo. Il climax del film, particolarmente carente in termini di scrittura, coincide con la scelta più azzardata, quella di cambiare radicalmente il finale rispetto al testo di Green. Fatto che produce effetti indesiderati, lasciando l’amaro in bocca su un esito insoddisfacente se interpretato sia come lieto fine che come agrodolce ritorno alla realtà. Meglio della Delevingne il partner Nat Wolff, benché a un passo dal typecasting, e soprattutto la colonna sonora, unico elemento non “di carta” di una occasione macroscopicamente mancata.

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L’amore è lontano dalle città di carta

Un nuovo libro cult di John Green

John Green «Città di carta» (trad. Stefania Di Mella) Rizzoli pp. 391, € 16

Rilanciato dal film che ne è stato tratto , Città di carta , sta diventando un libro cult degli adolescenti (e non solo) come il precedente di John Green, Colpa delle stelle . Anche stavolta lo scrittore di Indianapolis esplora il mondo dei ragazzi, attraverso l’amore, l’amicizia, i totem e tabù del college, la formazione digitale, i gusti. Protagonista è Quentin Jacobsen, amico da una vita della vicina Margo, la ragazza più popolare e bizzarra del liceo. Dopo una notte d’avventura indimenticabile lui crede che il loro legame speciale si sia rinsaldato. Invece no. Lei, la mattina dopo, scompare, in fuga dal mondo o, forse, in viaggio verso se stessa. A Quentin non resta che cercarla, anche lui on the road.

Titolo originale: Paper Towns
Regia: Jake Schreier

Cast: Nat Wolff, Cara Delevingne, Halston Sage, Cara Buono, Austin Abrams, Caitlin Carver, Hannah Alligood, Griffin Freeman, Jaz Sinclair, Meg Crosbie, Justice Smith
Produzione: Fox 2000 Pictures, Temple Hill Entertainment
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 03 Settembre 2015

Tratto dal Romanzo besteller di John Green (“Colpa delle Stelle”), Città di carta è la storia di Quentin e della sua enigmatica vicina di casa Margo, amante del mistero al punto da diventarlo lei stessa. Dopo averlo trascinato in un’unica notte di avventure in giro per la città, Margo scompare improvvisamente lasciando degli indizi che Quentin dovrà decifrare. La ricerca porterà Quentin e i suoi amici attraverso un’avventura che sarà al tempo stesso commovente e divertente. Infine, sulle tracce di Margo, Quentin troverà la consapevolezza del significato di vera amicizia e vero amore.

Se con Colpa delle stelle si era rivalutata la struttura del “cancer movie” classico, abbassando l’età dei protagonisti e fondendolo con la commedia adolescenziale, questa nuova trasposizione di un romanzo di John Green rivisita sotto un’inedita luce il tema adolescenza, quella fase cardine della vita dove infanzia ed età adulta si scontrano e sovrappongono. Quentin, studente modello ma impacciato, e Margo, la sua imprevedibile e misteriosa vicina, pur avendo un legame che li unisce sin dall’infanzia rappresentano due personalità apparentemente opposte, due mondi diversi che convivono a pochi metri di distanza. Margo simboleggia una sorta di idolo per Quentin, un’aspirazione stravagante e avventurosa ma anche maledettamente affascinante, così vicina ma allo stesso tempo inafferrabile. La notte che Quentin passa con Margo costituisce uno spartiacque nella sua vita, un’esperienza che lo fa uscire dalla sua zona di comfort, e lo spinge in un velleitario viaggio verso una piccola città nello stato di New York, alla ricerca della sua dea di carta: Margo.

Cara Delevingne e Nat Wolff in una scena di Città di cartaIn Città di carta  troneggiano i simboli caratteristici del mito statunitense: il diploma, con il fatidico ultimo anno di liceo, il ballo di fine anno e lo spettro del college, del futuro e dell’incertezza, collocati nei sobborghi della “città di carta” di Orlando in Florida. Con questa commedia di formazione – che sta traSuxbad, Stand by Me e i film di John Hughes – Jake Schreier delinea un sincero ritratto dell’adolescenza, con un profondo senso di malinconia, dovuto agli svariati rimandi alle generazioni degli anni 80 e 90, tanto da apparire a tratti anacronistico e velatamente nostalgico. La sua ricercata volontà nel non cadere nello scontato e nel prevedibile, rischia però di far contorcere il film su se stesso, soprattutto nel finale, forse un po’ debole nella sua retorica, che lascia allo spettatore una sensazione di incompiutezza. Nonostante l’indecisione generale, Città di carta dimostra sprazzi di maturità atipica per un genere che negli ultimi anni, forte anche delle commedie demenziali, stava smarrendo se stesso. Il cast, composto da facce nuove e giovani, appare affiatato, e rappresenta la vera forza motrice del film, con battute e situazioni divertenti che si alternano a momenti più riflessivi.

Città di carta è un film sospeso tra la commedia e il mistero, come il suo protagonista, sospeso tra la sua zona di comfort e l’avventura, tra l’amicizia e l’amore, tra l’adolescenza e l’età adulta.


La locandina di Città di cartaTitolo: Città di carta (Paper Towns)
Regia: Jake Schreier
Sceneggiatura: Scott Neustadter, Michael H. Weber
Fotografia: David Lanzenberg
Interpreti: Nat Wolff, Cara Delevingne, Austin Abrams, Justice Smith, Halston Sage, Jaz Sinclair, Cara Buono, Josiah Cerio, Hannah Alligood, Meg Crosbie, Griffin Freeman, Caitlin Carver, RJ Shearer, Susan Macke Miller, Tom Hillmann
Nazionalità: USA, 2015
Durata: 1h. 49′

Città di carta è un caldo tuffo nell’amore giovane.E un sincero inno ai loro bisogni di una nuova autenticità in questo mondo un po’ di carta e un po’ virtuale, che vive solo d’apparenza. Se siete adulti imparerete qualcosa in più sui sogni dei vostri figli. E anche sulla «Città di carta», che nasce (e lo scoprirete) nella storia della cartografia come incredibile invenzione a metà tra Borges e le leggi del copyright, e può diventare metafora del vuoto dell’opulenza americana da cui occorre scappare. Tra i meriti del romanzo anche un ripetuto omaggio a Whitman. Se i «young readers» scopriranno il poeta delle Foglie d’erba (o dell’Attimo fuggente), sarà un’ulteriore magia di Green, mago del bestseller.

Dopo Colpa delle stelle e Città di Carta, il giovane attore Nat Wolff, presto al cinema anche ne Lo stagista inaspettato accanto a Robert De Niro e Anne Hathaway, è in trattativa per il ruolo di protagonista di Death Note, adattamento cinematografico di un fumetto giapponese composto da tredici volumi, scritto da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata.

Il manga dai toni horror ha già dato vita a una serie televisiva, andata in onda su Mtv, e l’adattamento cinematografico ha solleticato l’interesse di registi come Gus Van Sant e Shane Black, che hanno tuttavia lasciato il posto ad Adam Wingard, più adatto a dirigere progetti di questo taglio.

La storia è quella di un liceale, Light Yagami, che entra in possesso di un misterioso quaderno nero, un libro maledetto che gli dà il potere di decidere della vita delle persone. A Light basta scrivere il nome di una qualsiasi persona sul quaderno per decretarne la morte e cambiarne per sempre il destino. Intenzionato a utilizzare il quaderno per liberare il mondo dal male, Light si attribuisce un potere che non gli compete e comincia a ripulire la società dai personaggi malvagi. Ma le misteriosi morti attirano l’interesse della Interpol e soprattutto quelli di un famoso detective privato conosciuto come Elle.

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