Haters insospettabili si nascondono dietro a gattini e a Padre Pio

Oggi voglio raccontarvi una storia. Una storia triste, di mancata umanità, una storia di chi non ce l’ ha fatta. Non fatevi ingannare dal titolo. Leggete l’ articolo per intero, dall’ inizio alla fine e sono sicuro che capirete il motivo per il quale vi ho voluto raccontare questa storia.Prima di iniziare con il racconto vorrei premettere una cosa. Qualche tempo fa ho parlato dei troll che si nascondono dietro ad uno schermo per insultare impropriamente le proprie vittime. Ebbene, attenzione perchè alcuni sono haters insospettabili che, come detto già nel titolo, si nascondono dietro a gattini e a Padre Pio. Molto spesso sono casalinghe insospettabili e padri di famiglia.

Haters insospettabili, la storia di Prince Jerry

Eccoci qui, dopo questa premessa che, a mio avviso, era d’ obbligo, posso iniziare con il mio racconto. Questa è la storia di Prince Jerry. Chi è Prince Jerry? Ti correggo, sarebbe meglio dire chi era Prince Jerry. Prince Jerry era un ragazzo nigeriano, laureato in biochimica ed aveva 25 anni. Prince ha trascorso gli ultimi 2 anni affrontando un viaggio della disperazione. E’ partito dal suo paese natale che non da possibilità di crescita personale in quanto lì c’ è solo povertà. Nel suo estenuante viaggio ha dovuto attraversare deserti, ha conosciuto le famosissime prigioni libiche, prima di imbarcarsi su una di quelle fatiscenti imbarcazioni che noi vediamo solo ( per fortuna ) alla tv. Il suo viaggio l’ ha portato in Italia. Nel nostro paese, il buon Prince, ha intrapreso tutti i passaggi burocratici necessari per poter richiedere i documenti per poter rimanere nel nostro paese. Dopo tutto quello che ha passato non poteva che essere fiducioso. Niente di più sbagliato. La Nigeria non è un paese che viene considerato in guerra quindi, secondo la legge italiana, Prince non aveva il diritto di ottenere i documenti per rimanere in Italia. Probabilmente, è stato proprio il pensare a tutto ciò che ha dovuto affrontare a convincerlo a compiere l’ estremo gesto. Prince Jerry è stato trovato senza vita vicino ad una ferrovia. Probabilmente un suicidio.

Haters che calpestano anche una vita umana

Questi haters insospettabili si nascondono dietro ad uno schermo, sono i classici leoni da tastiera, quelli che, trovandosi all’ interno del proprio appartamento si sentono sicuri, pensano di poter insultare chiunque. Beh così non è. La polizia postale ha i mezzi per risalire all’ identità e all’ indirizzo di questi haters e, quasi sempre, almeno nei casi più gravi, è possibile rintracciare questi haters insospettabili e consegnarli alle autorità per una giusta ed equa punizione. I social media sono hanno dato la possibilità a chiunque di esprimere un pensiero, ma questo non devi essere lesivo della dignità del proprio interlocutore.

Piuttosto di occuparsi del diritto d’ autore digitale, il parlamento europeo farebbe bene a creare una legge ad hoc che possa punire questi personaggi che danno sfogo al proprio odio e alla propria frustrazione nei social media. Sono sicuro che qualche provvedimento verrà preso perchè sta diventando sempre più difficoltoso rapportarsi in modo costruttivo o quantomeno educato e rispettoso. Prince Jerry è morto, non si è potuto difendere dagli insulti che sono scaturiti sui social dopo la sua morte. Il ragazzo non aveva la sua famiglia qui, quindi nessuno ha potuto difenderlo. Questa storia dovrebbe far riflettere.

Emilio Brocanelli

Redazione Autore