Diritto d’ autore, cosa cambia con questa riforma?

Il diritto d’ autore è, fondamentalmente, il possedere o meno, i diritti di sfruttamento di un’ opera che essa sia musicale, editoriale, oppure cinematografica. Sappiamo benissimo che, tutte le opere protette dal diritto d’ autore non possono essere ne scaricate, ne riprodotte, ne vendute, senza che venga rilasciata un’ apposita autorizzazione. Fino a questo punto, ci siamo sempre occupati della pirateria informatica. Sempre più gente utilizza dei servizi di video streaming online per scaricare materiale illegalmente. Bene, tutto questo sappiamo che è illegale. Non abbiamo mai pensato ai contenuti che vengono condivisi e pubblicati sui social network. Cosa accade in quel caso? Fino ad oggi non succede un bel niente. Questo perchè ancora non esiste una legge in questione. I social network sono un’ invenzione degli ultimi 10 anni e, quindi, fino a questo punto nessuno si è mai posto il problema. Fino a questo momento, almeno. La crisi dell’ editoria ha portato i grandi gruppi editoriali a puntare il dito nei confronti dei social network che, consentono, di condividere gratuitamente i propri articoli sui social network.

In realtà, tutto ciò non ha molto senso, in quanto, quando viene condivisa una notizia ad esempio su Facebook, viene condiviso solo il link rimandante al sito originario e una piccola anteprima. A nostro avviso nessun diritto d’ autore viene violato, soprattutto perchè, senza queste condivisioni, le visite giornaliere verso i più importanti siti dei quotidiani subirebbero un drastico calo.

Più o meno una settimana fa, il Parlamento europeo ha approvato la riforma del diritto d’ autore digitale. Questo ha causato molto malcontento da parte dei grandi colossi tecnologici come Google, Facebook e YouTube perchè, questo, porterebbe ad un taglio dei contenuti nei propri siti, oppure al pagamento di una licenza per ogni editore che viene condiviso.

diritto d' autore

Diritto d’ autore, i punti fondamentali

I punti del contendere sono fondamentalmente 2, l’ articolo 11 e l’ articolo 13. Ora andremo a vedere cosa comporterebbero questi 2 articoli.

Articolo 11

L’ articolo 11 di questa nuova riforma, obbligherebbe le grandi piattaforme come Google e Facebook di pagare una licenza per ogni contenuto protetto dal diritto d’ autore. A cosa potrebbe portare tutto questo? Queste grandi piattaforme potrebbero decidere di non acquistare nessuna licenza e quindi di eliminare tutti i contenuti protetti dal diritto d’ autore e quindi, a risentirne saranno sicuramente quei gruppi editoriale che ottengono le massime visite dagli aggregatori di notizie o dai social network.

Articolo 13

Secondo questo articolo, tutte le grandi piattaforme dovrebbero dotarsi di adeguati filtri che possano eliminare preventivamente tutti i contenuti caricati dagli utenti e che, probabilmente violerebbero il diritto d’ autore. Un filtro del genere esiste già su YouTube e riesce a bloccare i contenuti protetti dal diritto d’ autore, oppure li pubblica con la pubblicità per dividere i ricavi con i proprietari dei diritti.

Diritto d’ autore, favorevoli e contrari

Le proteste da parte delle grandi aziende sono stati molto forti. Questa storia va avanti da un paio di anni e, probabilmente, continuerà almeno per un anno ancora. Questa riforma non coinvolge le enciclopedie gratuite, quindi non toccherebbe minimamente Wikipedia ma, il colosso dell’ informazione libera no profit, ha deciso di scendere in campo di fianco ai colossi tecnologici ( almeno in Italia ), oscurando le proprie pagine per un giorno.

I contrari

Sono molti i pareri contrari che si sono susseguiti negli ultimi tempi. il padre del World Wide Web si è schierato apertamente contro la riforma, scrivendo addirittura al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, pregandolo di votare in modo contrario alla riforma ( cosa che non è avvenuta ). Pareri negativi anche da parte di autori, giornalisti, editori, agenzie informative, studiosi di legge, esperti di internet, istituzioni culturali, utenti, organizzazioni per i diritti civili, UNHCR, legislatori e studi dell’ Unione Europea. Sono stati pubblicati articolo critici da parte di giornali provenienti da Italia, Spagna, Regno Unito, Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia e Svizzera.

Il più criticato è sicuramente l’ articolo 13, in quanto risulta molto difficile l’ applicazione di un filtro preventivo in tutti i siti, senza che venga irrimediabilmente minata la libertà di espressione. Esiste già un metodo per eliminare i contenuti online protetti dal diritto d’ autore, ma di questo ne parliamo più tardi. Esistono anche dei pareri favorevoli a questa riforma. Vediamo di chi si tratta.

I favorevoli

I favorevoli a questa riforma sono gli editori, grandi etichette musicali, società degli autori, giornalisti, gruppi musicali, autori, creatori ed artisti. Andando più nello specifico, ad essere d’ accordo con questa riforma sono nomi altisonanti come Ennio Morricone, David Guetta, Paul McCartney, James Blunt e molti altri.

Per quanto riguarda gli schieramenti politici nel parlamento europeo, Forza Italia ed il Partito Democratico si sono detti favorevoli a questa riforma ( segnatevi il giorno sul calendario perchè non li troveremo mai più d’ accordo ), mentre Il Movimento 5 Stelle ha votato contrariamente.

Prima di ricevere l’ approvazione definitiva, ci saranno alcuni passaggi fondamentali. Oltre a quello che riguarda il Parlamento europeo, ogni Stato deve approvare questa riforma. Difficile che ciò possa accadere ma non impossibile.

Diritto d’ autore, eliminare i contenuti

Come abbiamo accennato prima, esiste già un modo per eliminare i contenuti presenti online sui motori di ricerca oppure sui social network senza utilizzare nessun filtro. Il nome di questa azienda è ReputationUP. Questa azienda è presente in parecchi paesi europei e dell’ America Latina. Grazie a questa azienda, possono essere cancellati tutti i contenuti online che possono arrecare danno ai propri clienti. ReputationUP accetta come clienti sia i privati, sia le grandi aziende come Facebook e Google, oppure i governi stessi. Per poter richiedere un preventivo gratuito a ReputationUP bisogna semplicemente compilare il form online ed attendere che un incaricato dell’ azienda vi ricontatti.

Oltre a poter rimuovere i contenuti che non dovrebbero essere pubblicati sui social e sui motori di ricerca, ReputationUP può offrire anche tanti altri servizi. Puoi trovare tutte le informazioni direttamente sul sito dell’ azienda.

Emilio Brocanelli

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