Recensione GALAXY GEAR VR INNOVATOR – Caratteristiche, Prezzo

GALAXY GEAR VR INNOVATOR

La realtà virtuale torna tra le masse
I visori per la realtà virtuale non hanno mai fatto breccia nel cuore degli appassionati, specie in passato quando la tecnologia era ancora troppo acerba per poter presentare un prodotto realisticamente utilizzabile. La strada finora è stata lastricata di errori che difficilmente verranno mai dimenticati e ciò ha reso un po’ scettici coloro che hanno vissuto in prima persona quei giorni che hanno segnato in negativo una generazione di sognatori, desiderosi di vivere esperienze fuori da questo mondo. I tempi, per fortuna, sono ora maturi e grazie all’intuizione di un giovane chiamato Luckey Palmer e alla sua compagnia Oculus, il mercato del VR ha subito un repentino aumento di interesse da parte di tutta la stampa specializzata e non solo, riaprendo una breccia nei cuori di coloro che sono rimasti scottati al primo appuntamento.

Il Gear VR è un prodotto veramente interessante sotto molteplici punti di vista

PRIMO IMPATTO

Nonostante l’agguerrita competizione che si è accesa con la discesa in campo di giganti del calibro di HTC, Sony e Microsoft, il primo produttore che ha approfittato della rinnovata attenzione è stata Samsung che, in collaborazione con Oculus stessa, ha messo in commercio il Gear VR. Il modello in nostro possesso è l’edizione Innovator, sostituita recentemente dal prodotto definitivo che verrà immesso sul mercato a breve; da tenere a mente, comunque, che le differenze tra i due sono di semplice carattere estetico-strutturale, ma a livello di funzionalità non vi sono modifiche. Alla vista il visore si presenta come una grande mascherina di colore bianco e nero alla quale vengono agganciati tramite velcro dei supporti per mantenerlo stabile in posizione. A destra campeggia in bella vista un piccolo touch pad con i bottoni per il volume e per tornare indietro, sulla parte superiore la rotellina per regolare la distanza tra il display e le lenti, mentre sul fondo è presente soltanto una piccola feritoia contenente il connettore micro-USB che serve a caricare lo smartphone durante l’utilizzo. Risulta un po’ una forzatura definire il design raffinato o emozionante, ma dato che il consumo di contenuti si presume avvenga in ambiente domestico, non è un fattore determinante sul quale basarsi per l’acquisto; del resto l’impiego in luoghi pubblici è sconsigliato per una serie di questioni che vanno dal sembrare un idiota al semplice problema di sicurezza personale. Ciò nonostante, a prima vista il Gear VR non appare malvagio e sicuramente i progettisti coreani hanno lavorato duro per minimizzare l’impatto visivo durante l’uso. Non aspettatevi, comunque, di trasmettere un’aura di fascino à la Humphrey Bogart con l’apparecchio addosso.

DESIGN E PRIMI PASSI

Dopo aver montato le fasce di supporto – operazione facile e veloce da eseguire – è richiesta l’installazione dei vari software che compongono il pacchetto base con il quale dilettarsi in seguito: l’utente non deve fare altro che inserire lo smartphone compatibile nello slot sul lato frontale e seguire alcuni semplici passaggi. Successivamente è richiesta la creazione di un account utente legato ad Oculus, fornitrice dello store integrato al quale vengono legati tutti gli acquisti effettuati; giunti a questo punto, dopo un breve tutorial introduttivo, ci si trova faccia a faccia con la gradevole interfaccia che fluttua di fronte ai nostri occhi e che si comanda con un puntatore, semplicemente muovendo la testa nella direzione desiderata. Oltre al negozio virtuale sono presenti il cinema VR, la galleria di foto, la libreria con tutte le app in nostro possesso e i video a 360 gradi. Il touch pad serve per spostarsi tra gli elementi presenti e selezionare il contenuto desiderato, mentre il bottone “indietro” permette di accedere ad una schermata di impostazioni rapida con la quale ricalibrare la posizione dell’interfaccia, attivare la visualizzazione tramite la fotocamera o controllare lo stato della batteria e delle notifiche. Dopo pochi minuti di utilizzo il tutto diventa naturale e basta veramente poco per capire come destreggiarsi con semplicità nei menù, senza la necessità di dimenarsi troppo con la testa. Grazie al peso non eccessivo non si fa fatica ad utilizzare il visore anche per sessioni prolungate, fatto estremamente importante visto che il cranio è l’unica parte che sostiene la massa e il rischio di stancarsi è sempre in agguato. Sotto questo profilo il lavoro svolto è egregio e vi sono soltanto due punti che meritano di essere criticati: innanzitutto gli agganci in velcro sono ostici da regolare alla perfezione e non danno quel senso di sicurezza che ci si aspetta da un prodotto del genere; inoltre i portatori di occhiali faranno bene a comprarsi delle lenti a contatto, dato che il Gear VR non è compatibile con alcun tipo di montatura. Non si tratta di problemi che peggiorano l’esperienza, ma sono comunque due fattori di cui tener conto in caso di acquisto. Per poter usufruire delle meraviglie offerte dalla realtà virtuale bisogna essere in possesso di un telefono Samsung compatibile – S6, S6 Edge e Note 4/5-, dato che il visore stesso non contiene alcun display su cui visualizzare le immagini. Nonostante questo il dispositivo non è solamente un supporto nel quale inserire uno smartphone, ma al suo interno integra una serie di chip che lo rendono molto più avanzato di un qualcosa a la Google Cardboard: oltre al già citato touch pad, è presente un sensore di prossimità che serve per spegnere il display nel caso in cui caschetto non sia posizionato saldamente sulla testa e l’aggiunta di un giroscopio aiuta a minimizzare il tempo di latenza in risposta ai movimenti del capo, aumentare la precisione del puntamento e diminuire o quasi annullare il senso di nausea che alcuni possono provare durante l’utilizzo di un prodotto del genere.

L’ESPERIENZA VERA E PROPRIA

Parliamo ora di quello che è, ad oggi, il punto debole del Gear VR: il software. I motivi di questa affermazione sono molteplici e nonostante non si tratti di problemi che non possano essere facilmente sistemati con qualche aggiornamento, al momento la situazione non si è ancora stabilizzata del tutto. I video a 360 gradi sono senza ombra di dubbio l’elemento più interessante e vicino alla realtà virtuale che possa proporre Samsung, offrendo un’immersione nell’ambiente che è difficile da capire senza aver provato di prima mano l’esperienza. In sostanza, filmati creati con una moltitudine di telecamere vengono cuciti assieme per garantire un angolo di visione totale dell’ambiente; muovendo la testa in qualsiasi direzione si può controllare il puntamento della telecamera per vedere tutto quello che accade attorno a noi. Purtroppo la presenza di una connessione internet veloce è un prerequisito essenziale: guardando uno stupendo video ambientato nell’universo di Star Wars la prima cosa che si nota è che l’applicazione non esegue alcun tipo di buffering per offrire da subito una risoluzione adeguata, ma sale di qualità col passare del tempo. Con una connessione a 7Mbit non si riesce a vedere neppure una volta un filmato decentemente e stranamente l’app non memorizza alcun dato in cache, quindi l’esperienza ne risente molto. Inoltre c’è qualche bug che ogni tanto rende frustrante l’utilizzo: è capitato più di qualche volta che l’accelerometro non si sia ricalibrato correttamente per consentirci di guardare un film disteso sul letto, oppure che il puntatore si sia piantato al centro dell’interfaccia. Di norma sganciare il telefono e riagganciarlo risolve la maggior parte dei problemi ma è veramente scomodo doverlo fare ad ogni occasione. Altra magagna è la mancanza di applicazioni che sfruttano a dovere il visore, difatti lo store è ancora semi deserto e un buon numero di giochi fra quelli disponibili richiede pure l’uso di un controller bluetooth, mentre i restanti sono più che altro conversioni o prodotti fatti in fretta e furia per accompagnare l’uscita. Considerando che dietro a tutto ciò ci sono le mani di Oculus, non abbiamo dubbi che la situazione si stabilizzerà col tempo, ma per il momento questa è la realtà dei fatti. Il display, dal canto suo, non soffre di ghosting e le immagini si vedono in modo dettagliato, peccato che la disposizione PenTile usata da Samsung in certe situazioni particolari renda quasi visibili i singoli sub-pixel; nulla di fastidioso, per carità, ma unito al fatto che le lenti del Gear VR hanno la spiacevole abitudine di appannarsi dopo un certo lasso di tempo, ci si rende conto che i margini di miglioramento sono ancora ampi. In conclusione la questione fondamentale è soltanto una: la tecnologia è in gran parte matura, ci sono ancora alcune aree su cui lavorare ma per il resto tutto funziona a dovere, i problemi riscontrati sono di natura prettamente software e quelli legati al visore stesso sono stati risolti nella versione retail, quindi è consigliato o no l’acquisto? Visto il prezzo competitivo di €99, l’esperienza incredibile nel vedere per la prima volta un filmato a 360 gradi e in genere la comodità con cui si può guardare in tranquillità un semplice film senza essere disturbati, è sicuramente un prodotto da tenere d’occhio, a patto che siate in possesso di uno smartphone Samsung compatibile. Chi, invece, si trova a condividere la casa o l’appartamento con un compagno/a dallo spirito vivace e burlone, se ne stia assolutamente alla larga per non rischiare un infarto ad ogni utilizzo.

PRO

  • Prezzo competitivo
  • L’immersione nell’esperienza è totale
  • Hardware di qualità

CONTRO

  • Ancora qualche bug software da sistemare
  • Le lenti hanno la tendenza ad appannarsi in alcune stituazioni

 

Redazione Autore