Inquinamento globale, un pianeta al collasso

Venerdì 15 marzo 2019 si è tenuta, in moltissime piazze del mondo, una manifestazione a difesa del nostro pianeta contro l’ inquinamento globale che lo sta portando al collasso, nemmeno troppo lentamente. Fin troppo spesso, nella vita di tutti i giorni, non ci rendiamo conto di quanto sia pericoloso inquinare la Terra. Nella manifestazione di venerdì si è voluto porre l’ accento sui problemi globali, sia per quanto riguarda l’ inquinamento globale dell’ aria, sia quello dei nostri mari.

E’ bene sapere che il mare che esiste nel mondo non è solo questo:

inquinamento globale
Mare delle Maldive

Anzi, questo è una minima parte di quello che possiamo trovare in molte parti del mondo. E’ fin troppo semplice ammirare questi posti ma non possiamo nasconderci dietro a questo. Il mare che non ci può e non ci deve piacere è questo:

Inquinamento globale

Noi questo mare lo dobbiamo combattere, combattere contro noi stessi e contro tutti quelli che reputano che sia normale ridurre così il pianeta. Adesso lo so cosa ti starai chiedendo: ” Ma cosa c’ entra questo articolo in un sito di tecnologia? “ C’ entra perchè, io, sono abituato ad individuare il problema e a cercare di risolverlo. Non mi sembra utile parlane solamente in modo sterile, senza che le nostre divulgazioni possano portare ad alcunchè. La tecnologia sono sicuro al 100% che ci possa dare una mano pr ripulire il nostro pianeta. Prima di tutto dobbiamo analizzare i vari tipi di inquinamento globale che stanno distruggendo la Terra e che stanno innalzando la temperatura del pianeta di anno in anno.

Se non iniziamo a porre rimedio, entro la fine del secolo in corso, la temperatura al polo potrebbe arrivare a 11° centigradi. Sai cosa vuol dire? Vuol dire che i ghiacciai inizieranno a sciogliersi in modo definitivo, provocando una reazione a catena che porterà a delle modifiche sostanziali del mondo. Potrebbe anche diventare invivibile e noi dobbiamo fare di tutto per evitarlo.

Inquinamento globale dell’ aria. Possiamo fare qualcosa?

L’ inquinamento globale dell’ aria deriva da tutte quelle fabbriche che producono quei famosi fumi che penetrano nelle vie aeree delle persone, il più delle volte provocandone il cancro. Questo è un problema che possiamo toccare con mano tutti i giorni. E’ famosissimo il caso dell’ Ilva di Taranto dove, l’ incidenza dei tumori, è tre volte superiore al resto dell’ Italia. Possiamo fare qualcosa? Certo che si potrebbe fare qualcosa. Basterebbe adeguare quelle fabbriche alle nuove tecnologie. Nessuno vorrebbe togliere lavoro alla povera gente e quindi nessuno vorrebbe chiuderle ma, quantomeno, adeguatele con tutti i sistemi di filtraggio necessari.

Un’ altra fonte di inquinamento globale dell’ aria è rappresentata dalle vetture. La soluzione che è stata trovata fino a questo momento riguarda l’ abolizione entro pochi anni dei motori Diesel, sicuramente più inquinanti di quelli a benzina. Ma siamo sicuri che sia la sola soluzione che si può trovare? Anche le auto a benzina inquinano. Allora passiamo tutti alle macchine elettriche. Ad una prima analisi, non molto accurata, potrebbe sembrare che le macchine elettriche siano la soluzione. Potrebbero essere la soluzione per i primi anni ma poi, quando dovremo rottamare la nostra auto, cosa ne faremmo delle batterie? Immaginatevi milioni di batterie da macchina da smaltire. No, non mi sembra la soluzione ideale. Parliamo di possibili rimedi veri.

La tecnologia potrebbe aiutare?

La tecnologia dovrebbe aiutare. Tutte le fabbriche dovrebbero essere dotate di un sistema che, prima di rilasciare i fumi di scarico, dovrebbe trattare gli stessi fumi affinchè fuoriescano sicuramente più green. Basterebbe eliminare le micropolveri che vengono disperse nell’ aria. Almeno, in questo modo, si potrebbero evitare i numerosi tumori che la gente deve sopportare e curare.

Per le auto quale potrebbe essere la soluzione? La soluzione migliore e più ecologica per le auto sembra essere l’ alimentazione ad idrogeno. Questa è una fonte di energia assolutamente pulita. Con questo modo verrebbe emesso solo vapore acqueo. Al momento attuale questo tipo di motore comporta degli svantaggi. Guarda questo video esplicativo su tutto il processo di realizzazione dell’ idrogeno.

Inquinamento globale dell’ acqua, più senso civico

Durante la manifestazione di venerdì si è trattato soprattutto il tema dell’ inquinamento globale dell’ acqua dovuto al deposito soprattutto di plastica in mare. Questo problema ci coinvolge in prima persona perchè la nostra cultura ci ha portato ad utilizzare la plastica in modo molto invasivo. Ormai siamo circondati da plastica. I contenitori sono fatti di plastica, le bottiglie e tutto ciò che ci circonda. Ormai non possiamo più farne a meno e allora dobbiamo arrenderci? No, sicuramente no, nel nostro piccolo possiamo fare la nostra parte. Ovviamente mi sembra fin troppo evidente che non si debbano gettare i rifiuti in terra, ma non lo è per tutti, visto e considerato che, girando per strada, possiamo trovare numerosi reperti. Tenete a mente una cosa fondamentale, la plastica non si decompone. Tutta la plastica che è mai stata generata nel mondo è ancora li, in qualche discarica, in qualche mare, in qualche strada o sotterrata da qualche parte.

Tecnologicamente parlando, oggi abbiamo i mezzi per poter riutilizzare la plastica che viene prodotta. I rifiuti si possono trasformare in nuove bottiglie, in nuovi contenitori ecc. Il processo non è semplice ma è molto possibile. Se fai la differenziata, ricordati di non accartocciare le bottiglie a fisarmonica perchè in questo modo risultano non più riutilizzabili. Le fibre della plastica si rovinano e non potremmo più riutilizzarle.

Uno dei modi per evitare di immettere rifiuti nei nostri mari è quello di evitare di trattare il proprio water come un secchio dell’ immondizia. Molto spesso nel water viene gettato di tutto, assorbenti, cotton fioc e chi più ne ha più ne metta. Queste cose gettale nel cestino tra i rifiuti non più riutilizzabili. Se li getti nel water, con molta probabilità, non vengono intercettati dai depuratori e vengono depositati in mare, passando per le fognee successivamente per i fiumi. Si, lo so, dovrebbero essere creati dei depuratori che possano intercettare qualsiasi tipo di rifiuto, ma purtroppo così non è.

Inquinamento globale, cosa causa alla fauna marina?

Molto spesso, in mare finiscono le microplasiche. Questi elementi li possiamo trovare in molti elementi della nostra vita quotidiana, basti pensare alle pasticche per la lavastoviglie o per la lavatrice. Le microplastiche hanno, purtroppo, la stessa grandezza del plancton che è alla base della catena alimentare del mondo sottomarino. I pesci e gli uccelli acquatici, mangiando queste microplastiche, si sentono perennemente sazi e quindi non ricercheranno più il cibo, facendosi morire di fame. Quando noi puliamo il pesce, eliminiamo le interiora, quindi non mangiamo direttamente le microplastiche ma, purtroppo, dei composti vengono assorbiti dall’ organismo del pesce e quelli li mangiamo. In questo caso l’ unica soluzione sarebbe quella di vietare l’ impiego di microplastiche nell’ industria e dotarsi di depuratori in grado di intercettarle.

L’ Italia che è il terzo paese d’ Europa ad inquinare maggiormente i mari con la plastica ( dopo Turchia e Spagna ), grazie all’ impegno del consorzio Castalia, ha ideato una barriera in polietilene per intrappolare i detriti di plastica provenienti dai fiumi.

In fine, giusto per concludere questo articolo, devo specificare che in Europa si ricicla il 30% dei rifiuti prodotti ( si dovrebbe fare di più ), mentre negli Stati Uniti solo il 10%, in altri paesi poco industrializzati, non esiste il riciclo dell’ immondizia prodotta. Pensiamo all’ India, al Brasile, all’ Africa, addirittura la Cina è il maggiore produttore di plastica ed uno dei paesi maggiormente inquinanti. Dobbiamo trattare il nostro mondo molto meglio, altrimenti, ben presto, ci chiederà i danni ed il processo sarà irreversibile. Gli esperti sono convinti che abbiamo ancora 10 anni per intraprendere tutti i passaggi affinchè si possa invertire il processo di autodistruzione. Io direi che sarebbe il caso di iniziare a pensarci seriamente.

Fonti: Focus, Repubblica.

Emilio Brocanelli

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